Monologo da giardino di Annabella Ferrin (durata 20 minuti).
Silvestra si prende cura dei giardini delle case altrui. Nessuno glielo chiede, nessuno se ne accorge. Ci entra come può e vigila affinché ogni elemento, vegetale e animale, viva in equilibrio. Non è una giardiniera Silvestra, piuttosto una sorta di custode senza ingaggio che, strano a dirsi, nelle sue incursioni, non incontra mai nessuno. Ma oggi si è imbattuta in estranei che poggiano senza cautela i piedi (calzati) sull’erba e sulla terra e sulla palladiana. A quegli estranei rivolge parole schiette e gesti solenni, come a volerli partecipi di una segreta meraviglia.
Annabella Ferrin
Fa teatro per necessità, pur domandandosi costantemente se il suo teatro sia proprio necessario. Deve la sua formazione a persone di valore, professioniste del teatro e della danza, incontrate in anni di pratica e di ricerca personale, ma preferisce non ammorbare con elenchi di nomi, titoli, luoghi. Quando spunta una buona idea, scrive un testo e lo mette in scena. Per sostenersi lavora in altro ambito.
Viene ad Alberi con “Silvestra”, un lavoro breve cui pensava da un po’ e che ora, al Festival, trova lo spazio per mostrarsi.